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lunedì 28 marzo 2011

Poter essere bimbaminkia ancora qualche ora...

Catalogo fruibile.

Il cinismo è uno stile di vita. il cinico è colui che se vede un signore piegarsi per dare qualche spiccio a una donna all'angolo della strada pensa che lei sia un'impostora e lui abbia semplicemente bisogno di mettere a bada una coscienza sicuramente sporca. cinico è probabilmente ogni pensiero di Woody Allen da quando si sveglia la mattina a quando va a letto la sera.

Il materialismo è un'attitudine al possesso fisico di cose e persone (queste ultime vengono sempre e comunque "quantificate" come merce). dopo un acquisto ingente dà un senso di felicità chiaramente effimera che tuttavia per qualche secondo fornisce una sorta di orgasmatico appagamento che ben presto sparisce per far spazio a un nuovo desiderio/impulso appena creatosi. il materialista magari si china pure di fronte a lei che chiede la carità, ma mentre  le lascia una moneta nel bicchierino pensa con uno spillo di vergogna che con quell'euro avrebbe potuto costituire i 1247 necessari per comprare la borsa di quella vetrina lì dietro. materialista è senza dubbio Blair Waldorf e per questo ha tutta la mia stima.

L'avarizia non va confusa con il contrario del materialismo: semplicemente l'avaro invece di amare il possesso dei beni acquistabili ama i soldi stessi. facile, immediato e chi dice squallido è un bigotto. l'avaro non vede la signorina che prega per un po' di elemosina, se la vede non si ferma e se anche si fermasse non si porrebbe il problema di darle parte del suo patrimonio così faticosamente messo da parte. taccagno è Scrooge, non aggiungo altre parole perchè sarebbe uno spreco e l'avaro giustamente detesta gli sprechi.


L'invidia è probabilmente una malattia. l'invidioso vive male a meno che non sia l'unico essere rimasto vivo sulla faccia della Terra, e forse anche in quel caso... l'invidioso si ferma di fronte alla donnina che lo guarda con occhioni che scioglierebbero il ghiaccio e si rende conto che lui degli occhi così espressivi non ce li ha mai avuti; se ne va dunque stizzito provando un odio cieco per quella sgualdrina. invidiosa è per eccellenza la strega di Biancaneve che infatti finisce male, anche se per quel che mi riguarda era molto più sexy di quella contadinotta.

La malizia può essere molto divertente se non sfocia in trip erotici che coinvolgono la bidella e il tipo addetto a  ricaricare le macchinette ed il "film autoprodotto" assume quindi più i connotati di un horror che di un porno di infima categoria. quanto pensa il malizioso di tutti i personaggi precedenti passati davanti alla questuante non posso scriverlo. maliziosi sono tutti gli "American Pie" che non a caso hanno tirato su la mia generazione (bruciata) e in parte anche quelle successive, dando il via a una vera e propria venerazione verso le MILF che prima non si cagava nessuno.

Infine l'ignoranza. sacra ignoranza. in alcuni casi, se non condita con fastidiosa arroganza, può risultare un dono del cielo. l'ignorante si sveglia felice, non ha dilemmi esistenziali e spesso come diretta conseguenza di ciò si ritrova ad avere una vita sessuale più che soddisfacente: non ha troppe pretese, in fondo. l'ignorante non sa cos'è una questuante quindi non si pone neppure il problema. ignorante è chiunque non vi sembri alla vostra altezza: se questa denominazione si applica a un gruppo troppo numeroso di persone forse siete affetti da ignoranza-arroganza (vedi incipit del paragrafo), se invece la categoria è troppo vuota fatevi delle domande: di quante persone siete più ignoranti??

spero di essere stata chiara.

bene ora guardate un secondo ancora le categorie...

adesso sceglietene una e in futuro ricordate di essere coerenti con essa.



..qualsiasi sia stata la vostra scelta grazie a voi il mondo continuerà a far schifo, ma almeno sarà più ordinato!


venerdì 25 marzo 2011

Manca sempre la messa a fuoco

Non sono mai stata una gran fotografa.
insomma non basta una digitale per carpire l'immagine: a volte troppa luce, oppure un flash scazzato, per non parlare dei soggetti sfocati o degli occhi rossi. e poi giù a ritoccare più o meno finemente col computer. però a volte ti dispiace, insomma senti di aver perso l'attimo, l'emozione, la bellezza o semplicemente il ricordo.
e invece ci sono situazioni in cui perfino una persona dal dubbio talento artistico può fotografare ciò che la circonda: certe situazioni bastano a se stesse...


Click. fotografo la via di casa mia, qualche macchia colorata fra i muri e le finestre. ancora qualche bandiera italiana appesa...

Click. fotografo il cielo. è limpido, oggi, c'è un gran sole, e perciò la foto viene sfocata, appiattita. non si vede la nube tossica del giappone che ci sta lentamente avvolgendo?

Click. fotografo Roma. certo lo zoom mi sgrana tutto, ma è possibile distinguere tra le altre una ragazza che urla giustizia. le hanno massacrato il fratello in carcere qualche mese fa.

Click. fotografo Lampedusa (ormai mi sento quasi una professionista). e qui non si riesce a distinguere molto. troppo affollata la mia foto. troppi volti, gambe, corpi ammassati ovunque. peccato, la clandestinità, o forse delitto DI clandestinità.

Click. Click. Click. Click.
Click. Click. Click.
...
...
...
Cl... Cazzo la batteria s'è scaricata. Proprio ora che ero arrivata in Libia. avrei potuto mettere a fuoco.

sabato 19 marzo 2011

qual è il rumore di una guerra?

Parliamo di guerra? va tanto di moda, soprattutto negli ultimi tempi... anche se ultimi tempi è un po' un eufemismo: si parla di oltre due millenni. dalle spade alle pistole, dalla potenza del gas fino all'apice: bombe intelligenti. alla fine cosa ci vuole ad essere più intelligenti di una bomba??

parliamo di guerra, perchè ogni volta ci propinano le due magiche parole "guerra inevitabile" e noi non ce le beviamo affatto, però mettiamo a tacere le nostre coscienze.. ci sentiamo un po' meno colpevoli.
andare dal dentista se ti fanno male i denti è inevitabile, mangiare per non morire di inedia è inevitabile, ma una guerra?

parliamo di guerra perchè dobbiamo prepararci psicologicamente alle facce contrite di chi mentre dichiara che una guerra è una sconfitta morale e sociale, pensa che il suo portafogli si sta gonfiando e che "non tutti i mali vengono per nuocere"

parliamo di guerra per non confondere il conflitto armato con la rivolta popolare. la linea non è sottile, non è ammissibile confondere le cose.

parliamo di guerra perchè ancora non abbiamo imparato a vivere in pace.


"La mia esperienza mi ha portato a constatare che il modo migliore per ottenere giustizia è trattare gli altri con giustizia."
Mahatma Gandhi è ormai morto da un pezzo..

giovedì 17 marzo 2011

c'è sempre un motivo per fare festa

Potremmo sviolinare che siamo la patria di Leonardo da Vinci, Pirandello e Galileo Galilei, la nazione del colosseo, della cucina migliore del mondo, di Saviano, Benigni, Falcone e Borsellino... 
oppure potremmo fare i soliti disfattisti, personcine un po' ciniche che vedono solamente il rosso della mafia, il bianco dell'inerzia e il verde delle cravatte di chi si ostina a considerare "va pensiero" come inno di una nazione che non è mai esistita (e non esisterà mai)...
secondo me il modo migliore per festeggiare 150anni, che non sono nè pochi nè troppi, è questo:



"...mi scusi Presidente dovete convenire che i limiti che abbiamo ce li dobbiamo dire,
ma a parte il disfattismo noi siamo quel che siamo e abbiamo anche un passato che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente ma forse noi italiani per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini:
allora qui mi incazzo son fiero e me ne vanto,
gli sbatto sulla faccia cos'è il Rinascimento..."

domenica 13 marzo 2011

Chi sono i veri sognatori?

Ti chiedi perchè studi anatomia, che tanto lo sfenoide ti farà comunque venire quel senso di nausea ogni volta che riaprirai il libro. poi ti chiedi cos'è giusto, cos'è sbagliato. e quindi ti rendi conto di come la mente umana sia spettacolare: leggi qualcosa, hai gli occhi fissi su un'immagine ben definita e pensi a tutt'altro. "the dreamers", per esemprio..




Théo: Senti, Matthew, sei un grande appassionato di cinema, vero?
Matthew: Oui.
Théo: Allora perchè non pensi a Mao come a un grande regista? che fa un film con un cast di milioni di persone, tutti quei milioni di guardie rosse che marciano insieme verso il futuro. Verso il futuro con un libretto rosso in mano. Libri, non armi. Cultura, non violenza. Non riesci a vedere che bellissimo film epico sarebbe?


Matthew: Forse. Non è facile dire "libri, non armi". Però non è vero, non sono libri. è solo un libro.
Théo: Sta un pò zitto, stai parlando come mio padre
Matthew: No no no. Stammi a sentire. Le guardie rosse che tu ammiri tanto portano tutte lo stesso libro, cantano tutte le stesse canzoni, ripetono tutte a pappagallo gli stessi slogan.. quindi in questo grande film epico tutti quanti sono comparse. Questo mi spaventa, mi fa venire i brividi. Mi spiace dirlo, ma per me c'è una netta contraddizione.
Théo: Perchè?


Matthew: Perchè...se tu credessi davvero a quello che dici, saresti là.
Théo: Dove?
Matthew: Là fuori, per la strada.
Théo: Non capisco di cosa parli.
Matthew: Sì che capisci. Sta succedendo qualcosa in giro, qualcosa che potrebbe essere importante sul serio. Qualcosa che potrebbe cambiare il mondo. Anche io lo sento. Ma tu non sei per la strada con loro, sei qua dentro con me, a bere vini costosi, a parlare di film, a parlare di Maoismo. Perchè?


Théo: Ok, adesso basta.
Matthew: No, perchè? Chiediti il perchè.
Théo: Adesso basta.
Matthew: Perchè io non penso che tu ci creda veramente. Io penso che compri le lampade, che attacchi poster, ma in realtà non credo..
Théo: TU PARLI TROPPO.
MatthewOk, ok. Theo ascoltami bene. Io credo che tu preferisca quando la parola "insieme" significa non un milione, ma solo due. O tre.

venerdì 11 marzo 2011

Tutti siamo nati matti. Qualcuno lo rimane

Essenzialmente sono una lettrice patologica e sì, SONO UNA CHE quando entra in libreria è presa da un gran senso di sconforto perchè comprende che non le basterà una vita per leggere TUTTO! per questo, come avrete ormai notato, il mio blog sarà inondato di citazioni, stralci di pensieri e libri indiscutibilmente belli. nonostante questo (viva la coerenza) ogni tanto dovrò anche scrivere qualcosa di mio pugno... che ne so, magari addirittura vi interessa!


oggi si parla di follia.
follia: assurdità, delirio, disordine, alienazione, aberrazione, anomaliafissazione, mania, dissennatezza, insensatezza, pazzia, squilibrioubriacatura, vaneggiamento, insania, avventatezzaincoscienza, sconsideratezza, stoltezza, imprudenza.


Secondo me esistono due tipi di follia: innanzitutto quella che fa paura, quella che da tempo immemore è stata segregata ai margini della società perchè incompatibile con la vita "in comune". psicopatici, maniaci, piromani, serial killer, ma anche semplicemente quei soggetti che vanno in giro credendo di essere napoleone. questa è la follia che non lascia scampo, che ancora oggi, nonostante la chiusura dei manicomi e l'abolizione (almeno teorica) di tecniche barbare di cura nessuno è in grado di spiegare e "guarire"..
[ah... per come la vedo io anche avere più di settanta anni e andare a letto con delle pseudo-minorenni è follia allo stato puro]


...e poi c'è tutt'altro genere di pazzia. si parla del "fischio del treno" di Pirandello, dei poeti maledetti, del monologo finale di Blow, per intenderci. è tutto ciò che elude la normalità, la quotidianità, ma anche la lineare e logica via di pensiero comunemente accettata. matto è il cappellaio di Alice nel paese delle meraviglie, ma ha un genere di follia, lui, che porta ad una vita stravagante, fuori-schema, apparentemente senza una meta, eppure non per questo peggiore. 
e quindi non parliamo più di malattia. è semplicemente un altro punto di vista. guardare il mondo a testa in giù non significa vederlo distorto, semplicemente capovolto. 
si fugge dalla mediocrità ed infatti è inutile negarlo: genio e follia vanno a braccetto. non esiste genio che non sia matto..
forse è pura follia (tanto per rimanere in tema) ma una delle mie paure "ancestrali" è quella di ritrovarmi un secondo prima di morire con una penna in mano, un foglio bianco davanti e il compito di scrivere ciò che ha reso speciale la mia vita... e non avere niente da dichiarare!
pertanto inutile svegliarsi alle sette la mattina, prendere un buon posto in aula, aprire le orecchie e bersi le lezioni come nulla fosse..
In Shutter Island, un film in cui la follia (assieme a quel gran pezzo di ragazzo di Di Caprio) la fa da protagonista, l'ultima battuta è "Meglio morire da mostro o vivere da persona perbene?"
beh, dal mio punto di vista è una domanda banale...

giovedì 10 marzo 2011

capitolo IVX

E il piccolo principe continuò: 
"il tuo pianeta è così piccolo che in tre passi ne puoi fare il giro. non hai che da camminare abbastanza lentamente per rimanere sempre al sole. quando vorrai riposarti camminerai e il giorno durerà finchè tu vorrai"
"non mi serve a molto", disse l'uomo. "ciò che desidero soprattutto nella vita è dormire"
"non hai fortuna" disse il piccolo principe.
"non ho fortuna", rispose l'uomo. "buon giorno" e spense il suo lampione.
quest'uomo, si disse il piccolo principe, continuando il suo viaggio, quest'uomo sarebbe disprezzato da tutti gli altri, dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d'affari. tuttavia è il solo che non mi sembri ridicolo. forse perchè si occupa di altro che non di se stesso. 
ebbe un sospiro di rammarico e si disse ancora: questo è il solo di cui avrei potuto farmi un amico. ma il suo pianeta è veramente troppo piccolo, non c'è posto per due...
quello che il piccolo principe non osava confessare a se stesso, era che di questo pianeta benedetto rimpiangeva soprattutto i suoi millequattrocentoquaranta tramonti nelle ventiquattro ore.


Il punto è che a volte non è necessario comprare grandi libroni per imparare a stare al mondo: gli insegnamenti più importanti arrivano anche solo a pagina 70 di un libretto ingiallito senza la copertina rigida.

G.

mercoledì 9 marzo 2011


Questo più che un tributo è da considerarsi un assaggio di letteratura. non pretendo che siate d'accordo: ci sono persone molto più colte e intelligenti di me che o ignorano chi sia stato costui o, direttamente, lo disprezzano. nulla di più giusto.
ma secondo me ha saputo scrivere poesie. poesie terrificanti, sporche, luride, squallide, basse, ma pur sempre poesie.
Oggi sono esattamente 17 anni che Charles Bukowski, in senso lato l'ispiratore di questo blog, è morto. o, come probabilmente avrebbe preferito lui, ha tirato le cuoia.

G.

Ed è solo l'inizio...

Della serie chi ben comincia è a metà dell'opera. perfetto, io non sarò mai un'artista: le mie opere non cominciano mai e poter scegliere tra quarantamila possibili combinazioni di sfondi/colori/caratteri per me significa sempre applicarli tutti per poi tornare al primo e, sfinita, rendermi conto che ho speso ore della mia esistenza a non fare assolutamente nulla.
Partendo dal presupposto che io pensavo ci fosse un limite d'età per poter aprire un blog (della serie quando acquisisci il diritto al voto perdi d'ufficio quello di poter essere un bimbominkia che imbratta internet), mi ritrovo invece a pregare dio di farmi venire qualche straccio di idea da scribacchiare qui sotto (e chi mi conosce sa benissimo che io in dio non ci credo neppure, quindi...).

Storie di ordinaria follia è un libro, uno stile di vita, un film, un modo per poter inserire qualsiasi cosa mi passi per la testa senza finire fuori tema ed essenzialmente l'unico titolo che mi sembrasse sufficientemente lontano dalla banalità. conoscendo bene le due o tre persone che leggeranno queste righe, so già che qualsiasi virgola di questo blog sarà sottoposta a critica.. per fortuna che tommaso gualtieri ha appena pubblicato un post sui funghi, in questo modo mi sento le spalle coperte: posso solo fare meglio.

grazie a tutti: piccoli futuri dottori, cazzeggiatori incalliti, AMiChEtTi e meretrici

G.