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venerdì 11 marzo 2011

Tutti siamo nati matti. Qualcuno lo rimane

Essenzialmente sono una lettrice patologica e sì, SONO UNA CHE quando entra in libreria è presa da un gran senso di sconforto perchè comprende che non le basterà una vita per leggere TUTTO! per questo, come avrete ormai notato, il mio blog sarà inondato di citazioni, stralci di pensieri e libri indiscutibilmente belli. nonostante questo (viva la coerenza) ogni tanto dovrò anche scrivere qualcosa di mio pugno... che ne so, magari addirittura vi interessa!


oggi si parla di follia.
follia: assurdità, delirio, disordine, alienazione, aberrazione, anomaliafissazione, mania, dissennatezza, insensatezza, pazzia, squilibrioubriacatura, vaneggiamento, insania, avventatezzaincoscienza, sconsideratezza, stoltezza, imprudenza.


Secondo me esistono due tipi di follia: innanzitutto quella che fa paura, quella che da tempo immemore è stata segregata ai margini della società perchè incompatibile con la vita "in comune". psicopatici, maniaci, piromani, serial killer, ma anche semplicemente quei soggetti che vanno in giro credendo di essere napoleone. questa è la follia che non lascia scampo, che ancora oggi, nonostante la chiusura dei manicomi e l'abolizione (almeno teorica) di tecniche barbare di cura nessuno è in grado di spiegare e "guarire"..
[ah... per come la vedo io anche avere più di settanta anni e andare a letto con delle pseudo-minorenni è follia allo stato puro]


...e poi c'è tutt'altro genere di pazzia. si parla del "fischio del treno" di Pirandello, dei poeti maledetti, del monologo finale di Blow, per intenderci. è tutto ciò che elude la normalità, la quotidianità, ma anche la lineare e logica via di pensiero comunemente accettata. matto è il cappellaio di Alice nel paese delle meraviglie, ma ha un genere di follia, lui, che porta ad una vita stravagante, fuori-schema, apparentemente senza una meta, eppure non per questo peggiore. 
e quindi non parliamo più di malattia. è semplicemente un altro punto di vista. guardare il mondo a testa in giù non significa vederlo distorto, semplicemente capovolto. 
si fugge dalla mediocrità ed infatti è inutile negarlo: genio e follia vanno a braccetto. non esiste genio che non sia matto..
forse è pura follia (tanto per rimanere in tema) ma una delle mie paure "ancestrali" è quella di ritrovarmi un secondo prima di morire con una penna in mano, un foglio bianco davanti e il compito di scrivere ciò che ha reso speciale la mia vita... e non avere niente da dichiarare!
pertanto inutile svegliarsi alle sette la mattina, prendere un buon posto in aula, aprire le orecchie e bersi le lezioni come nulla fosse..
In Shutter Island, un film in cui la follia (assieme a quel gran pezzo di ragazzo di Di Caprio) la fa da protagonista, l'ultima battuta è "Meglio morire da mostro o vivere da persona perbene?"
beh, dal mio punto di vista è una domanda banale...

3 commenti:

  1. Il Camici fa questo effetto a tutti, tranquilla giulia, fuori e intorno all'aula ci sono tante cose e nessuna di esse ti sarà preclusa dalla verve del camici o dalla sua materia ;)..
    prenderò comunque il tuo post a giustificazione del mio essere!
    PS. se divento ancora più folle, me la danno anche a me le minorenni quando avrò 70 anni?

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  2. beh caro, se divento igienista dentale te la procuro io, non c'è problema :)

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  3. Argomento molto interessante la follia, sotto entrambi i punti di vista. Personalmente preferisco il genio stravagante del cappellaio matto, la follia - e come biasimarlo - di Belluca; ma devo ammettere che è altrettanto curioso dedicarsi ai folli del primo gruppo, sforzarsi di capire cosa c'è alla base del loro comportamento, anche se si corre il rischio di rimanere delusi. E mi hai anche fatto venir voglia di rivedere shutter island: buona scusa per non studiare x)

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