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sabato 30 aprile 2011

Assignment 6bis: Non è roba da hacker

Quasi dimenticavoooooo:

Ho concluso il post precedente (che non linkerò qui, perchè mi sembra un'inutile nerdata... nel caso basta scorrere la pagina verso il basso -.-'') citando l'inconveniente dei copyright che non permettono di aprire la maggior parte delle pubblicazioni di http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/. purtroppo non mi sto rimangiando l'affermazione: il blocco esiste sul serio, a meno che non abbiate tutti quanti voglia di pagare salati abbonamenti a riviste di cui, molto probabilmente, non usufruirete che una volta nella vita (magari mentre sfogliate un articolo che non risulta neppure contenere quel che cercavate)... ecco questo ostacolo può essere aggirato piuttosto comodamente con i proxy.

Che cosa sono esattamente? immagino di essere la persona sbagliata per poterlo spiegare (a questo proposito esistono pur sempre google, wikipedia & co..) ma ho compreso una cosa: non è roba da hacker!!
vi sembrerà assurdo, ma fino a qualche giorno fa ero convinta che potersi collegare entrando in una rete di computer chiusa, per esempio quella dell'università, costituisse una sorta di spionaggio... e invece mi sbagliavo: perfino una semianalfabeta come me è in grado di farlo! chiaramente non sto parlando di consultazione di dati personali, sottrazione di materiale o fantascienza simile, semplicemente è possibile non recarsi in biomedica per collegarsi al proxy dell'università. insomma il proxy è il "computer" a cui fanno riferimento tutti i pc dell'università, quello che filtra e impedisce di entrare su facebook dalle postazioni fisse di Morgagni, per intenderci... chiaramente lo scopo non è quello di usare la propria matricola e password (per quanto dalla mia personale esperienza posso assicurarvi che esistono persone davvero felici anche solo di inserire questi dati.. bah..) ma è la possibilità d'oro di poter sfruttare gli abbonamenti che l'università ha stretto con determinate riviste scientifiche.

Chiaramente neppure in questo modo sarà possibile avere una visione completa di tutte le pubblicazioni e non entrerò nel merito della discussione sui diritti (da un lato quelli di chi si è fatto un culo così, e scusate l'espressione, per scoprire e redigere un testo su qualcosa di nuovo e dall'altro il popolo di quanti "vogliono sapere" e ritengono che anche questo sia un loro sacrosanto diritto... anche qui bisognerebbe cercare un giusto mezzo???), però poter cambiare alcune semplici impostazioni di connessione anche se non è come fare un bel goal a porta vuota, corrisponde pur sempre a un bel rigore guadagnato. ora basta tirare...

venerdì 29 aprile 2011

Assignment 6: Quando yahoo answers non basta più...

Oh, ora sì che cominciamo a ragionare.

Adesso che non si tratta più soltanto di "formale", che si va al di là dell'essere d'accordo o meno su uno "spazioso" e libertino cyberspazio e che si comincia a mettere le basi per un uso di internet che in un futuro (si spera anche abbastanza prossimo) potrà non essere più soltanto mezzo di svago.
ammetto che ancora non si sta assistendo a nessun miracolo: sto scrivendo questo post mentre aspetto che mi si carichi lo streaming, però posso assicurare che a pubmed ho dato sul serio un'occhiata. anzi, in realtà perfino un po' più di un'occhiata.

Già perchè ogni volta che si va alla ricerca di qualcosa, dalle capitali di Stati della grandezza (e probabilmente importanza) della mia camera da letto fino alle traduzioni delle terribili versioni di latino, internet si dimostra sempre un gran bell'amico: di quelli che davvero non ti tradiscono nel momento del bisogno (a meno che non salti la connessione, non si fonda il computer o qualche virus non decida di dimostrare la fallacia dell'antivirus proprio ora). e chiaramente mi ritengo anch'io a tutti gli effetti una figlia di wikipedia, di yahoo answers e di google in generale. scrivi "risolvere equazioni differenziali", "generale Francisco Franco", "apologia di Socrate"... e dopo aver spulciato un pochino troverai sicuramente quel che ti serve...

Ora si pone un problema, però: se la ricerca si fa un po' più specifica?? insomma un conto è cercare il nome del settimo re di Roma e un altro è ottenere, senza incorrere in qualche fastidiosissimo fake, l'ultima pubblicazione in tema di cancro al fegato. e qui sta la mia gratitudine verso il prezioso sito: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/
La navigazione è più o meno intuitiva e dopo averci preso un po' la mano è possibile stabilire criteri di ricerca sufficientemente selettivi da far risparmiare davvero tantissimo tempo. per non parlare dei risultati: strabilianti e SICURI.
insomma se si bypassa l'inconveniente dei copyright che oscurano moltissimi articoli nella versione integrale, si può comunque gongolare nel sapere riunite in un unico, grande "contenitore" tutte le conoscenze letterarie mediche fino ad ora pubblicate... suona molto altisonante ma io consiglierei un giretto nel sito anche ai non addetti ai lavori: in fondo per la conoscenza individuale non è mai servito un titolo di studio riconosciuto, ma basta un pizzico di curiosità...

mercoledì 20 aprile 2011

Assignment 4: Trovare preferiti fra i "preferiti"

Nonostante la mia vena ipercritica, parlando dei bookmarks o, come più comunemente sono conosciuti dai comuni mortali, dei "preferiti" devo ammettere che ne faccio davvero un largo uso.
e non perchè mi diletti in chissà quali viaggi all'interno del web, alla ricerca di informazioni sepolte sotto moli di righe scritte in caratteri minuscoli o in siti sconosciuti, ma semplicemente perchè vanno a costituire una sorta di "promemoria", come una piccola agenda...
se si ha a disposizione un po' di tempo, una buona dose di buona volontà e qualcosa da cercare senza troppa fretta quasi sempre ci si imbatte "per caso" in siti interessanti che magari non colpiscono perchè sfruttabili immediatamente ma "possono sempre tornar utili"...

e così per una volta invece di fare la cicala che passa tutta l'estate a sbazzarsela e poi l'inverno è costretta a chiedere rifugio e un tocco di pane a chi invece si è fatto il culo, si opta per la più pacata e previdente formica e si salvano liste intere di link... magari alcuni risultano dei mezzi fake, ma nella maggior parte dei casi sono un toccasana, DAVVERO!

Per questo ho dato un'occhiata a http://www.delicious.com/ e ne ho colto l'indubbia utilità.. anche se non credo che, per l'uso che faccio io di internet, mi sarà molto utile (almeno non in un prossimo futuro), sapere che "esiste" è già un ottimo punto di partenza.
sicuramente è meglio stare attenti a non farsi prendere dalla "smania etichettatrice", poichè a volte il gioco potrebbe non valere la candela: tuttavia credo che in linea di massima questo sia un servizio utile e che, se utilizzato frequentemente, sia anche in grado di far risparmiare molto tempo...

martedì 19 aprile 2011

Assignment 3: Da Orwell ubriaco agli ortaggi

Ma Orwell de “la fattoria degli animali” e di quel geniale capolavoro che è “1984”?
Ecco esattamente cos’ho pensato appena ho aperto il post per l’assignment 3. per i non addetti ai lavori le premesse a questo commento erano un breve elenco di regole tra cui l’evitare di usare metafore, tagliare parole o usarne di più brevi se possibile, scacciare gli inglesismi o le forme passive. Ora Orwell è indubbiamente un genio ma probabilmente era sbronzo: ha scritto romanzi composti da un’unica grande metafora, ha citato la riduzione delle parole a “neolingua” per descrivere solo uno degli aspetti di raggiro delle dittature ed ora mi viene a dire che devo spezzettare parole (anzi “tagliarle” che è più breve)??

Detto questo inizio il mio commento.
Prima sensazione: brivido. Ogni volta che si divinizza qualcosa si va incontro a un estremismo: quindi rabbrividisco. È l’inizio della follia.
E divinizzare un’invenzione umana, insomma ridurla a religione, è pericoloso: ogni religione, infatti, necessita di una fede cieca. E se internet fosse un mezzo, invece che un fine? Se non avesse nulla di vivo? Se semplicemente lo usassimo come usiamo un frullatore o la lavatrice?

Mia madre ha imparato da poco a leggere i giornali su internet. Sono fiera di lei, perché ora mi chiama su skype e non si fa il profilo facebook solo perché tanto non la aggiungerei mai agli amici. Però se le chiedessi cosa è realmente indispensabile nella sua vita sicuramente la lavatrice verrebbe prima: mai provato a lavare a mano i panni di un’intera famiglia?

O forse non ho colto il senso delle pagine che ho letto e, si sa, prima di criticare bisogna tentare di capire le ragioni altrui, soprattutto se non si è d’accordo.
Non c’è dubbio che internet sia ormai parte di noi. Andare in un luogo senza copertura significa sentirsi isolati dal resto del mondo: vero! Ed è indubbio anche il fatto che la quantità di “connessioni” e “azioni” compibili pressoché gratuitamente sono innumerevoli. E sono d’accordo anche per quanto riguarda l’inconsapevolezza della maggior parte della popolazione su questa “miniera d’oro”. Insomma perché continuare a mandare sms a 15 centesimi se attraverso il web puoi farlo gratis?
Il problema sta, come ho accennato prima, nella possibilità di compiere l’errore opposto: internet NON VA sostituito alla vita. Stare online non deve sostituirsi allo stare al mondo. Sembra scontato ma ho imparato che non lo è affatto: i social network, i blog, le chat, perfino siti come youtube possono causare una dipendenza malata che va curata. Leggere di ventenni che provano emozioni GRAZIE a facebook mi fa scuotere la testa proprio come quei vecchietti seduti fuori dai bar con i loro “ai miei tempi…”

Non vorrei essere fraintesa: sono d’accordo sull’evoluzione incessante che non riguarda solo le specie come teorizzava Darwin, ma è “di più“, anzi addirittura pensarla come una funzione esponenziale mi ha divertito e fatto riflettere… ma il collegamento feed-ortaggi? Scrivere che mamme e babbi stanno perdendo la conoscenza implicita a CAUSA della scolarizzazione? 
Beh ammetto candidamente che ho alzato il sopracciglio destro ben sopra la soglia di sicurezza… oggi più che mai, con la caoticità e la velocità delle nostre vite, è necessario non perdere di vista “gli altri”, non isolarci: questo è lo scopo di internet, in questo dovremmo concentrare le nostre energie. Combattere la fragilità dei rapporti umani moderni con un mezzo potentissimo, ma pur sempre un mezzo. Internet non è vivo, la rete di connessioni non “cresce”: solo noi siamo vivi. Siamo noi a dover sfruttare internet, non il contrario.

Mi dispiace ho superato il limite massimo di parole. Ebbene sì, sono una sovversiva (scolarizzata).

martedì 12 aprile 2011

poLLiticamente scorretto

Giochiamo a fare gli eroi?
tipo bene contro male. superpoteri e discreti voli oltre i tetti dei grattacieli più alti...

O sennò giochiamo che là fuori c'è un mondo ostile e noi ci armiamo di scimitarre, calzoni mimetici e ghigno crudele. facciamo gli eroi sanguinari, un po' stile Rambo: alla fine non è necessario che "gli altri" sappiano perchè combattiamo, tutto quello che ci serve è qui dentro, nel nostro cranio.

No, aspetta, ho cambiato idea: facciamo gli eroi per la Causa, contro il Potere e chi lo rappresenta. giochiamo a fare la borghesia contro l'aristocrazia oppure il proletariato contro la borghesia... insomma più in basso siamo e più faremo casino: facciamo finta di vivere in dei casermoni e avere tanta rabbia repressa, scendiamo in piazza a urlare e a prendercela coi poliziotti.

Anzi, anzi, anzi... oggi mi sento stanca e per le grandi marce in piazza, si sa, ci vuole buona volontà e tanta energia...
giochiamo che alla Camera si discute la "prescrizione breve" e, in un gioco degno delle migliori trame di Saramago, contemporaneamente e paradossalmente al Senato si discute un ottimo modo per allungare infinitamente i processi e allontanare sempre di più la giustizia italiana dal giusto.
Sì, lo so, le premesse non sono delle migliori ma fidatevi se per una volta giochiamo a fare i cittadini interessati ci divertiremo...


...cosa?
...preferivate Rambo?
Eh, pure io!!



"Sono un eroe perchè sopravvivo al mestiere
sono un eroe straordinario tutte le sere..." [Caparezza]