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domenica 1 maggio 2011

Nel nome del padre, del figlio e dello spirito (santo)

Volevo scrivere dopo millenni un post di nuovo frutto della mia ispirazione, quindi mi sono chiesta di cosa avrei potuto parlare questa volta per non venire meno alla linea di pensiero che ormai si è andata delineando in questo benedetto blog.
Per farla breve cercavo un argomento di attualità.
Inutile dire che stavo per scrivere del matrimonio di William e Kate. Quale discussione più accesa di quella sui vestiti e soprattutto i cappelli degli invitati, quale discorso più interessante di quello riguardante il nome della ormai famosissima sorella della sposa, la celeberrima Pippa?

No, non sto scherzando... insomma non vi sarà certo sfuggito che questo più che un evento mediatico è diventato una tortura... e i peggiori sono proprio coloro che asseriscono convinti di fottersene altamente: prima, durante e dopo la funzione ci stanno martellando con i link su facebook... aaaaaargh!

Scartando, quindi, il matrimonio reale (più per mancanza di notizie fresche che altro..) rimane o la diquisizione politico-morale sul primo maggio, festa dei lavoratori (quali lavoratori? quale lavoro? fare la escort è un lavoro? se sì allora stasera niente bunga bunga) oppure la beatificazione del pontefice.

Questo post non si presuppone come obiettivo la blasfemia, nonostante il titolo e nonostante l'autrice, ma la domanda è: secondo voi Giovanni Paolo II ci teneva proprio così tanto a diventare beato? insomma dovranno passare ancora anni prima di potergli affibbiare l'epiteto di santo, ma cosa volete che siano in confronto all'eternità? e dopodichè saranno colazioni, pranzi e cene al tavolo dei santi, come un infinito banchetto nuziale (tanto per rimanere in tema) da cui è impossibile alzarsi perfino per prendere una boccata d'aria tra una portata e l'altra..

e i commensali del "santo convivio" non sono proprio tutti dei santi di nome e di fatto, insomma come dire, non credo che vi farebbe piacere avere come vicino di casa o di tavola il "cardinale Carlo Borromeo (1538-1584), fatto santo da Paolo V nel 1610, di cui viene detto che fu uno dei più spietati persecutori dei Protestanti, quale consigliere intimo ed ascoltato dei seguenti tre papi sanguinari: Pio IV (1559-1565), che fece massacrare centinaia di Valdesi nelle Calabrie; Pio V (1566-1572), che incitò Carlo IX a massacrare gli Ugonotti in Francia e fece ardere in Italia Paleario e Carnesecchi; e Gregorio XIII (1572-1585) che si rallegrò dell’avvenuta strage degli Ugonotti e fece coniare una medaglia in ricordo di quell'evento così lieto per il papato." (http://labuonastrada.wordpress.com/2011/04/04/il-culto-ai-santi-confutazione-delle-dottrine-della-chiesa-cattolica-romana/)

Per non parlare poi della minuscola contraddizione interna tra il sostenere che uno dei punti forti della religione cristiana cattolica sia il rapporto diretto con Dio, il cui unico mediatore è stato Cristo (se di mediatore si può parlare, Cristo era Dio stesso, no?) e il pregare i santi perchè in un qualche modo "intercedano".




Per carità liberissimi di andare a Roma a osannare Wojtyla, liberissimi di pregare per lui, di chiedergli qualche grazia, di sognarvelo la notte, liberissimi di avere fede in quel che volete ma credetemi: in una Chiesa martoriata dagli scandali, sempre più distante sia dal mondo reale che dalle Sacre Scritture su cui si fonda, beatificare un uomo carismatico, di levatura morale indubbia e forte carattere come Giovanni Paolo II assomiglia più a un'astuta mossa di marketing pubblicitario che a un bell'atto caritatevole.


Sì lo so, brucerò all'inferno.. ma vi assicuro: non solo per questo ;)

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