domenica 29 maggio 2011

Alcol batte wiki-rimedi 1-0

Capita a tutti, anche i migliori, di esagerare un po', ogni tanto.
che ne so esagerare nel mangiare, nel prendere il sole, nello studiare.. nel bere.
nell'ordine i risultati sono: indigestione, scottatura in parti del corpo che non sapevate neppure di possedere, (mai pervenute notizie di qualcuno che abbia studiato troppo, quindi non saprei) e infine, casualmente, beh chiamiamola sbornia.

Chiamiamola, perchè in realtà possiamo riferirci a lei (anzi a Lei) con vari epiteti: da sbronza a ubriacatura, da ciucca a tropea, da pelle a mina, da balla a scimmia a scuffia e chi più ne ha più ne metta. indicativamente tanto il percorso è sempre quello: si esce con intenzioni più o meno buone, si comincia con un bicchiere, si continua con un altro bicchiere (meglio se di contenuto diverso dal precedente) e si arriva a non sapere più perchè si ha in mano un bicchiere, perchè è mezzo pieno, perchè si ha tantissima voglia di urlare e cantare e abbracciare il prossimo e perchè tutto e tutti ondeggiano pericolosamente.
chiaramente parlo per sentito dire, avendo raccolto qua e là testimonianze di persone (non tra i miei amici più intimi, mi sembra ovvio, quelli come me sono tutti altamente astemi!) che ogni tanto hanno, come dire, alzato il gomito.
e se tutto si esaurisse qui questo post non avrebbe davvero ragione di esistere. probabilmente non ce l'ha comunque, però volevo rendervi partecipi della mia ricerca sui migliori rimedi ai fastidiosi sintomi post sbronza che (dicono) affliggono l'umanità nelle terribili ore della fatidica "mattina dopo".

Se andate su google e scrivete "rimedi sbronza" otterrete varie pagine (alcune più o meno satiriche, altre molto più serie) di "informazione", perchè, si sa, una volta che il danno è fatto, quando si riacquista possesso delle proprie facoltà mentali, si tenta perlomeno di arginare i terrificanti POOOOOOOOOOOSTUMI.
Dopo il primo momento di soddisfazione, però, se proverete ad aprire anche soltanto i primi due link esclamerete probabilmente qualcosa di molto simile al mio: "ma che cazzo......."

ecco una breve spiegazione del perchè.

è assolutamente consigliato:

-una colazione semplice, prevalentemente a base di frutta con qualche fetta di pane, marmellata e miele
-l’assunzione di cibo, soprattutto amidi e carboidrati (patate e pasta), e le banane, che compensano la perdita di potassio, aiutano l’organismo ad assorbire e scindere le molecole dell’alcol. c'è chi (forse i più coraggiosi) giura di aver avuto benefici per la sbornia dagli alimenti grassi, anche fritti, da un bel panino farcito o da un brodo caldo di gallina
-niente bevande tipo cola e caffè: stimolano la secrezione di succhi gastrici, irritando la già provata mucosa dello stomaco, e favoriscono la diuresi, aggravando la disidratazione corporea (che aumenta quando si vomita)
-limonata, o un infuso di buccia di limone (il tradizionale canarino)
-bicchiere di latte
-una crema idratante, insieme a qualche fetta di cetriolo sugli occhi, può donare al viso un aspetto più fresco e riposato.
-cercare di sudare il più possibile
-Qualsiasi cosa avevate in programma di fare, lasciate perdere. E prendetevi una giornata di ferie o di malattia, perchè dormire in questo caso vi farà solo bene
-Se la sbornia non è particolarmente grave, una leggera attività fisica può essere d'aiuto
-Se possibile, niente farmaci antidolorofici, perché molti di essi possiedono effetti collaterali a livello gastrico (FANS) ed epatico (nimesulide, paracetamolo).
-prendete un'aspririna o un antidolorifico se la testa sta per esplodere (anche se non consigliato)

anche se il mio preferito rimane in assoluto: estratti di carciofo e cardo mariano, grazie al loro contenuto in silimarina.


Data la coerenza sopra riportata di quelli che definirei dei classici esempi di wiki-rimedi, vien quindi da chiedersi quanto possa essere d'aiuto farsi soccorrere da altre persone in evidente stato confusionale.
certo il primo vero rimedio sarebbe, come sempre, la prevenzione e l'astensione dai notturni eccessi. ma se butterete giù solo acqua tonica e coca cola poi non potrete dire: "giuro che non berrò mai più, questa è l'ultima volta", insomma questa frase funziona solo con retrogusto di vomito e negroni, altrimenti perde di significato!
indi per cui trovate qualcuno che prenda la macchina e vi riporti poi a casa, vestitevi bene e preparatevi psicologicamente: ci vuole il fisico per queste cose! un brindisi!

domenica 1 maggio 2011

Nel nome del padre, del figlio e dello spirito (santo)

Volevo scrivere dopo millenni un post di nuovo frutto della mia ispirazione, quindi mi sono chiesta di cosa avrei potuto parlare questa volta per non venire meno alla linea di pensiero che ormai si è andata delineando in questo benedetto blog.
Per farla breve cercavo un argomento di attualità.
Inutile dire che stavo per scrivere del matrimonio di William e Kate. Quale discussione più accesa di quella sui vestiti e soprattutto i cappelli degli invitati, quale discorso più interessante di quello riguardante il nome della ormai famosissima sorella della sposa, la celeberrima Pippa?

No, non sto scherzando... insomma non vi sarà certo sfuggito che questo più che un evento mediatico è diventato una tortura... e i peggiori sono proprio coloro che asseriscono convinti di fottersene altamente: prima, durante e dopo la funzione ci stanno martellando con i link su facebook... aaaaaargh!

Scartando, quindi, il matrimonio reale (più per mancanza di notizie fresche che altro..) rimane o la diquisizione politico-morale sul primo maggio, festa dei lavoratori (quali lavoratori? quale lavoro? fare la escort è un lavoro? se sì allora stasera niente bunga bunga) oppure la beatificazione del pontefice.

Questo post non si presuppone come obiettivo la blasfemia, nonostante il titolo e nonostante l'autrice, ma la domanda è: secondo voi Giovanni Paolo II ci teneva proprio così tanto a diventare beato? insomma dovranno passare ancora anni prima di potergli affibbiare l'epiteto di santo, ma cosa volete che siano in confronto all'eternità? e dopodichè saranno colazioni, pranzi e cene al tavolo dei santi, come un infinito banchetto nuziale (tanto per rimanere in tema) da cui è impossibile alzarsi perfino per prendere una boccata d'aria tra una portata e l'altra..

e i commensali del "santo convivio" non sono proprio tutti dei santi di nome e di fatto, insomma come dire, non credo che vi farebbe piacere avere come vicino di casa o di tavola il "cardinale Carlo Borromeo (1538-1584), fatto santo da Paolo V nel 1610, di cui viene detto che fu uno dei più spietati persecutori dei Protestanti, quale consigliere intimo ed ascoltato dei seguenti tre papi sanguinari: Pio IV (1559-1565), che fece massacrare centinaia di Valdesi nelle Calabrie; Pio V (1566-1572), che incitò Carlo IX a massacrare gli Ugonotti in Francia e fece ardere in Italia Paleario e Carnesecchi; e Gregorio XIII (1572-1585) che si rallegrò dell’avvenuta strage degli Ugonotti e fece coniare una medaglia in ricordo di quell'evento così lieto per il papato." (http://labuonastrada.wordpress.com/2011/04/04/il-culto-ai-santi-confutazione-delle-dottrine-della-chiesa-cattolica-romana/)

Per non parlare poi della minuscola contraddizione interna tra il sostenere che uno dei punti forti della religione cristiana cattolica sia il rapporto diretto con Dio, il cui unico mediatore è stato Cristo (se di mediatore si può parlare, Cristo era Dio stesso, no?) e il pregare i santi perchè in un qualche modo "intercedano".




Per carità liberissimi di andare a Roma a osannare Wojtyla, liberissimi di pregare per lui, di chiedergli qualche grazia, di sognarvelo la notte, liberissimi di avere fede in quel che volete ma credetemi: in una Chiesa martoriata dagli scandali, sempre più distante sia dal mondo reale che dalle Sacre Scritture su cui si fonda, beatificare un uomo carismatico, di levatura morale indubbia e forte carattere come Giovanni Paolo II assomiglia più a un'astuta mossa di marketing pubblicitario che a un bell'atto caritatevole.


Sì lo so, brucerò all'inferno.. ma vi assicuro: non solo per questo ;)

sabato 30 aprile 2011

Assignment 6bis: Non è roba da hacker

Quasi dimenticavoooooo:

Ho concluso il post precedente (che non linkerò qui, perchè mi sembra un'inutile nerdata... nel caso basta scorrere la pagina verso il basso -.-'') citando l'inconveniente dei copyright che non permettono di aprire la maggior parte delle pubblicazioni di http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/. purtroppo non mi sto rimangiando l'affermazione: il blocco esiste sul serio, a meno che non abbiate tutti quanti voglia di pagare salati abbonamenti a riviste di cui, molto probabilmente, non usufruirete che una volta nella vita (magari mentre sfogliate un articolo che non risulta neppure contenere quel che cercavate)... ecco questo ostacolo può essere aggirato piuttosto comodamente con i proxy.

Che cosa sono esattamente? immagino di essere la persona sbagliata per poterlo spiegare (a questo proposito esistono pur sempre google, wikipedia & co..) ma ho compreso una cosa: non è roba da hacker!!
vi sembrerà assurdo, ma fino a qualche giorno fa ero convinta che potersi collegare entrando in una rete di computer chiusa, per esempio quella dell'università, costituisse una sorta di spionaggio... e invece mi sbagliavo: perfino una semianalfabeta come me è in grado di farlo! chiaramente non sto parlando di consultazione di dati personali, sottrazione di materiale o fantascienza simile, semplicemente è possibile non recarsi in biomedica per collegarsi al proxy dell'università. insomma il proxy è il "computer" a cui fanno riferimento tutti i pc dell'università, quello che filtra e impedisce di entrare su facebook dalle postazioni fisse di Morgagni, per intenderci... chiaramente lo scopo non è quello di usare la propria matricola e password (per quanto dalla mia personale esperienza posso assicurarvi che esistono persone davvero felici anche solo di inserire questi dati.. bah..) ma è la possibilità d'oro di poter sfruttare gli abbonamenti che l'università ha stretto con determinate riviste scientifiche.

Chiaramente neppure in questo modo sarà possibile avere una visione completa di tutte le pubblicazioni e non entrerò nel merito della discussione sui diritti (da un lato quelli di chi si è fatto un culo così, e scusate l'espressione, per scoprire e redigere un testo su qualcosa di nuovo e dall'altro il popolo di quanti "vogliono sapere" e ritengono che anche questo sia un loro sacrosanto diritto... anche qui bisognerebbe cercare un giusto mezzo???), però poter cambiare alcune semplici impostazioni di connessione anche se non è come fare un bel goal a porta vuota, corrisponde pur sempre a un bel rigore guadagnato. ora basta tirare...

venerdì 29 aprile 2011

Assignment 6: Quando yahoo answers non basta più...

Oh, ora sì che cominciamo a ragionare.

Adesso che non si tratta più soltanto di "formale", che si va al di là dell'essere d'accordo o meno su uno "spazioso" e libertino cyberspazio e che si comincia a mettere le basi per un uso di internet che in un futuro (si spera anche abbastanza prossimo) potrà non essere più soltanto mezzo di svago.
ammetto che ancora non si sta assistendo a nessun miracolo: sto scrivendo questo post mentre aspetto che mi si carichi lo streaming, però posso assicurare che a pubmed ho dato sul serio un'occhiata. anzi, in realtà perfino un po' più di un'occhiata.

Già perchè ogni volta che si va alla ricerca di qualcosa, dalle capitali di Stati della grandezza (e probabilmente importanza) della mia camera da letto fino alle traduzioni delle terribili versioni di latino, internet si dimostra sempre un gran bell'amico: di quelli che davvero non ti tradiscono nel momento del bisogno (a meno che non salti la connessione, non si fonda il computer o qualche virus non decida di dimostrare la fallacia dell'antivirus proprio ora). e chiaramente mi ritengo anch'io a tutti gli effetti una figlia di wikipedia, di yahoo answers e di google in generale. scrivi "risolvere equazioni differenziali", "generale Francisco Franco", "apologia di Socrate"... e dopo aver spulciato un pochino troverai sicuramente quel che ti serve...

Ora si pone un problema, però: se la ricerca si fa un po' più specifica?? insomma un conto è cercare il nome del settimo re di Roma e un altro è ottenere, senza incorrere in qualche fastidiosissimo fake, l'ultima pubblicazione in tema di cancro al fegato. e qui sta la mia gratitudine verso il prezioso sito: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/
La navigazione è più o meno intuitiva e dopo averci preso un po' la mano è possibile stabilire criteri di ricerca sufficientemente selettivi da far risparmiare davvero tantissimo tempo. per non parlare dei risultati: strabilianti e SICURI.
insomma se si bypassa l'inconveniente dei copyright che oscurano moltissimi articoli nella versione integrale, si può comunque gongolare nel sapere riunite in un unico, grande "contenitore" tutte le conoscenze letterarie mediche fino ad ora pubblicate... suona molto altisonante ma io consiglierei un giretto nel sito anche ai non addetti ai lavori: in fondo per la conoscenza individuale non è mai servito un titolo di studio riconosciuto, ma basta un pizzico di curiosità...

mercoledì 20 aprile 2011

Assignment 4: Trovare preferiti fra i "preferiti"

Nonostante la mia vena ipercritica, parlando dei bookmarks o, come più comunemente sono conosciuti dai comuni mortali, dei "preferiti" devo ammettere che ne faccio davvero un largo uso.
e non perchè mi diletti in chissà quali viaggi all'interno del web, alla ricerca di informazioni sepolte sotto moli di righe scritte in caratteri minuscoli o in siti sconosciuti, ma semplicemente perchè vanno a costituire una sorta di "promemoria", come una piccola agenda...
se si ha a disposizione un po' di tempo, una buona dose di buona volontà e qualcosa da cercare senza troppa fretta quasi sempre ci si imbatte "per caso" in siti interessanti che magari non colpiscono perchè sfruttabili immediatamente ma "possono sempre tornar utili"...

e così per una volta invece di fare la cicala che passa tutta l'estate a sbazzarsela e poi l'inverno è costretta a chiedere rifugio e un tocco di pane a chi invece si è fatto il culo, si opta per la più pacata e previdente formica e si salvano liste intere di link... magari alcuni risultano dei mezzi fake, ma nella maggior parte dei casi sono un toccasana, DAVVERO!

Per questo ho dato un'occhiata a http://www.delicious.com/ e ne ho colto l'indubbia utilità.. anche se non credo che, per l'uso che faccio io di internet, mi sarà molto utile (almeno non in un prossimo futuro), sapere che "esiste" è già un ottimo punto di partenza.
sicuramente è meglio stare attenti a non farsi prendere dalla "smania etichettatrice", poichè a volte il gioco potrebbe non valere la candela: tuttavia credo che in linea di massima questo sia un servizio utile e che, se utilizzato frequentemente, sia anche in grado di far risparmiare molto tempo...

martedì 19 aprile 2011

Assignment 3: Da Orwell ubriaco agli ortaggi

Ma Orwell de “la fattoria degli animali” e di quel geniale capolavoro che è “1984”?
Ecco esattamente cos’ho pensato appena ho aperto il post per l’assignment 3. per i non addetti ai lavori le premesse a questo commento erano un breve elenco di regole tra cui l’evitare di usare metafore, tagliare parole o usarne di più brevi se possibile, scacciare gli inglesismi o le forme passive. Ora Orwell è indubbiamente un genio ma probabilmente era sbronzo: ha scritto romanzi composti da un’unica grande metafora, ha citato la riduzione delle parole a “neolingua” per descrivere solo uno degli aspetti di raggiro delle dittature ed ora mi viene a dire che devo spezzettare parole (anzi “tagliarle” che è più breve)??

Detto questo inizio il mio commento.
Prima sensazione: brivido. Ogni volta che si divinizza qualcosa si va incontro a un estremismo: quindi rabbrividisco. È l’inizio della follia.
E divinizzare un’invenzione umana, insomma ridurla a religione, è pericoloso: ogni religione, infatti, necessita di una fede cieca. E se internet fosse un mezzo, invece che un fine? Se non avesse nulla di vivo? Se semplicemente lo usassimo come usiamo un frullatore o la lavatrice?

Mia madre ha imparato da poco a leggere i giornali su internet. Sono fiera di lei, perché ora mi chiama su skype e non si fa il profilo facebook solo perché tanto non la aggiungerei mai agli amici. Però se le chiedessi cosa è realmente indispensabile nella sua vita sicuramente la lavatrice verrebbe prima: mai provato a lavare a mano i panni di un’intera famiglia?

O forse non ho colto il senso delle pagine che ho letto e, si sa, prima di criticare bisogna tentare di capire le ragioni altrui, soprattutto se non si è d’accordo.
Non c’è dubbio che internet sia ormai parte di noi. Andare in un luogo senza copertura significa sentirsi isolati dal resto del mondo: vero! Ed è indubbio anche il fatto che la quantità di “connessioni” e “azioni” compibili pressoché gratuitamente sono innumerevoli. E sono d’accordo anche per quanto riguarda l’inconsapevolezza della maggior parte della popolazione su questa “miniera d’oro”. Insomma perché continuare a mandare sms a 15 centesimi se attraverso il web puoi farlo gratis?
Il problema sta, come ho accennato prima, nella possibilità di compiere l’errore opposto: internet NON VA sostituito alla vita. Stare online non deve sostituirsi allo stare al mondo. Sembra scontato ma ho imparato che non lo è affatto: i social network, i blog, le chat, perfino siti come youtube possono causare una dipendenza malata che va curata. Leggere di ventenni che provano emozioni GRAZIE a facebook mi fa scuotere la testa proprio come quei vecchietti seduti fuori dai bar con i loro “ai miei tempi…”

Non vorrei essere fraintesa: sono d’accordo sull’evoluzione incessante che non riguarda solo le specie come teorizzava Darwin, ma è “di più“, anzi addirittura pensarla come una funzione esponenziale mi ha divertito e fatto riflettere… ma il collegamento feed-ortaggi? Scrivere che mamme e babbi stanno perdendo la conoscenza implicita a CAUSA della scolarizzazione? 
Beh ammetto candidamente che ho alzato il sopracciglio destro ben sopra la soglia di sicurezza… oggi più che mai, con la caoticità e la velocità delle nostre vite, è necessario non perdere di vista “gli altri”, non isolarci: questo è lo scopo di internet, in questo dovremmo concentrare le nostre energie. Combattere la fragilità dei rapporti umani moderni con un mezzo potentissimo, ma pur sempre un mezzo. Internet non è vivo, la rete di connessioni non “cresce”: solo noi siamo vivi. Siamo noi a dover sfruttare internet, non il contrario.

Mi dispiace ho superato il limite massimo di parole. Ebbene sì, sono una sovversiva (scolarizzata).

martedì 12 aprile 2011

poLLiticamente scorretto

Giochiamo a fare gli eroi?
tipo bene contro male. superpoteri e discreti voli oltre i tetti dei grattacieli più alti...

O sennò giochiamo che là fuori c'è un mondo ostile e noi ci armiamo di scimitarre, calzoni mimetici e ghigno crudele. facciamo gli eroi sanguinari, un po' stile Rambo: alla fine non è necessario che "gli altri" sappiano perchè combattiamo, tutto quello che ci serve è qui dentro, nel nostro cranio.

No, aspetta, ho cambiato idea: facciamo gli eroi per la Causa, contro il Potere e chi lo rappresenta. giochiamo a fare la borghesia contro l'aristocrazia oppure il proletariato contro la borghesia... insomma più in basso siamo e più faremo casino: facciamo finta di vivere in dei casermoni e avere tanta rabbia repressa, scendiamo in piazza a urlare e a prendercela coi poliziotti.

Anzi, anzi, anzi... oggi mi sento stanca e per le grandi marce in piazza, si sa, ci vuole buona volontà e tanta energia...
giochiamo che alla Camera si discute la "prescrizione breve" e, in un gioco degno delle migliori trame di Saramago, contemporaneamente e paradossalmente al Senato si discute un ottimo modo per allungare infinitamente i processi e allontanare sempre di più la giustizia italiana dal giusto.
Sì, lo so, le premesse non sono delle migliori ma fidatevi se per una volta giochiamo a fare i cittadini interessati ci divertiremo...


...cosa?
...preferivate Rambo?
Eh, pure io!!



"Sono un eroe perchè sopravvivo al mestiere
sono un eroe straordinario tutte le sere..." [Caparezza]

lunedì 28 marzo 2011

Poter essere bimbaminkia ancora qualche ora...

Catalogo fruibile.

Il cinismo è uno stile di vita. il cinico è colui che se vede un signore piegarsi per dare qualche spiccio a una donna all'angolo della strada pensa che lei sia un'impostora e lui abbia semplicemente bisogno di mettere a bada una coscienza sicuramente sporca. cinico è probabilmente ogni pensiero di Woody Allen da quando si sveglia la mattina a quando va a letto la sera.

Il materialismo è un'attitudine al possesso fisico di cose e persone (queste ultime vengono sempre e comunque "quantificate" come merce). dopo un acquisto ingente dà un senso di felicità chiaramente effimera che tuttavia per qualche secondo fornisce una sorta di orgasmatico appagamento che ben presto sparisce per far spazio a un nuovo desiderio/impulso appena creatosi. il materialista magari si china pure di fronte a lei che chiede la carità, ma mentre  le lascia una moneta nel bicchierino pensa con uno spillo di vergogna che con quell'euro avrebbe potuto costituire i 1247 necessari per comprare la borsa di quella vetrina lì dietro. materialista è senza dubbio Blair Waldorf e per questo ha tutta la mia stima.

L'avarizia non va confusa con il contrario del materialismo: semplicemente l'avaro invece di amare il possesso dei beni acquistabili ama i soldi stessi. facile, immediato e chi dice squallido è un bigotto. l'avaro non vede la signorina che prega per un po' di elemosina, se la vede non si ferma e se anche si fermasse non si porrebbe il problema di darle parte del suo patrimonio così faticosamente messo da parte. taccagno è Scrooge, non aggiungo altre parole perchè sarebbe uno spreco e l'avaro giustamente detesta gli sprechi.


L'invidia è probabilmente una malattia. l'invidioso vive male a meno che non sia l'unico essere rimasto vivo sulla faccia della Terra, e forse anche in quel caso... l'invidioso si ferma di fronte alla donnina che lo guarda con occhioni che scioglierebbero il ghiaccio e si rende conto che lui degli occhi così espressivi non ce li ha mai avuti; se ne va dunque stizzito provando un odio cieco per quella sgualdrina. invidiosa è per eccellenza la strega di Biancaneve che infatti finisce male, anche se per quel che mi riguarda era molto più sexy di quella contadinotta.

La malizia può essere molto divertente se non sfocia in trip erotici che coinvolgono la bidella e il tipo addetto a  ricaricare le macchinette ed il "film autoprodotto" assume quindi più i connotati di un horror che di un porno di infima categoria. quanto pensa il malizioso di tutti i personaggi precedenti passati davanti alla questuante non posso scriverlo. maliziosi sono tutti gli "American Pie" che non a caso hanno tirato su la mia generazione (bruciata) e in parte anche quelle successive, dando il via a una vera e propria venerazione verso le MILF che prima non si cagava nessuno.

Infine l'ignoranza. sacra ignoranza. in alcuni casi, se non condita con fastidiosa arroganza, può risultare un dono del cielo. l'ignorante si sveglia felice, non ha dilemmi esistenziali e spesso come diretta conseguenza di ciò si ritrova ad avere una vita sessuale più che soddisfacente: non ha troppe pretese, in fondo. l'ignorante non sa cos'è una questuante quindi non si pone neppure il problema. ignorante è chiunque non vi sembri alla vostra altezza: se questa denominazione si applica a un gruppo troppo numeroso di persone forse siete affetti da ignoranza-arroganza (vedi incipit del paragrafo), se invece la categoria è troppo vuota fatevi delle domande: di quante persone siete più ignoranti??

spero di essere stata chiara.

bene ora guardate un secondo ancora le categorie...

adesso sceglietene una e in futuro ricordate di essere coerenti con essa.



..qualsiasi sia stata la vostra scelta grazie a voi il mondo continuerà a far schifo, ma almeno sarà più ordinato!


venerdì 25 marzo 2011

Manca sempre la messa a fuoco

Non sono mai stata una gran fotografa.
insomma non basta una digitale per carpire l'immagine: a volte troppa luce, oppure un flash scazzato, per non parlare dei soggetti sfocati o degli occhi rossi. e poi giù a ritoccare più o meno finemente col computer. però a volte ti dispiace, insomma senti di aver perso l'attimo, l'emozione, la bellezza o semplicemente il ricordo.
e invece ci sono situazioni in cui perfino una persona dal dubbio talento artistico può fotografare ciò che la circonda: certe situazioni bastano a se stesse...


Click. fotografo la via di casa mia, qualche macchia colorata fra i muri e le finestre. ancora qualche bandiera italiana appesa...

Click. fotografo il cielo. è limpido, oggi, c'è un gran sole, e perciò la foto viene sfocata, appiattita. non si vede la nube tossica del giappone che ci sta lentamente avvolgendo?

Click. fotografo Roma. certo lo zoom mi sgrana tutto, ma è possibile distinguere tra le altre una ragazza che urla giustizia. le hanno massacrato il fratello in carcere qualche mese fa.

Click. fotografo Lampedusa (ormai mi sento quasi una professionista). e qui non si riesce a distinguere molto. troppo affollata la mia foto. troppi volti, gambe, corpi ammassati ovunque. peccato, la clandestinità, o forse delitto DI clandestinità.

Click. Click. Click. Click.
Click. Click. Click.
...
...
...
Cl... Cazzo la batteria s'è scaricata. Proprio ora che ero arrivata in Libia. avrei potuto mettere a fuoco.

sabato 19 marzo 2011

qual è il rumore di una guerra?

Parliamo di guerra? va tanto di moda, soprattutto negli ultimi tempi... anche se ultimi tempi è un po' un eufemismo: si parla di oltre due millenni. dalle spade alle pistole, dalla potenza del gas fino all'apice: bombe intelligenti. alla fine cosa ci vuole ad essere più intelligenti di una bomba??

parliamo di guerra, perchè ogni volta ci propinano le due magiche parole "guerra inevitabile" e noi non ce le beviamo affatto, però mettiamo a tacere le nostre coscienze.. ci sentiamo un po' meno colpevoli.
andare dal dentista se ti fanno male i denti è inevitabile, mangiare per non morire di inedia è inevitabile, ma una guerra?

parliamo di guerra perchè dobbiamo prepararci psicologicamente alle facce contrite di chi mentre dichiara che una guerra è una sconfitta morale e sociale, pensa che il suo portafogli si sta gonfiando e che "non tutti i mali vengono per nuocere"

parliamo di guerra per non confondere il conflitto armato con la rivolta popolare. la linea non è sottile, non è ammissibile confondere le cose.

parliamo di guerra perchè ancora non abbiamo imparato a vivere in pace.


"La mia esperienza mi ha portato a constatare che il modo migliore per ottenere giustizia è trattare gli altri con giustizia."
Mahatma Gandhi è ormai morto da un pezzo..

giovedì 17 marzo 2011

c'è sempre un motivo per fare festa

Potremmo sviolinare che siamo la patria di Leonardo da Vinci, Pirandello e Galileo Galilei, la nazione del colosseo, della cucina migliore del mondo, di Saviano, Benigni, Falcone e Borsellino... 
oppure potremmo fare i soliti disfattisti, personcine un po' ciniche che vedono solamente il rosso della mafia, il bianco dell'inerzia e il verde delle cravatte di chi si ostina a considerare "va pensiero" come inno di una nazione che non è mai esistita (e non esisterà mai)...
secondo me il modo migliore per festeggiare 150anni, che non sono nè pochi nè troppi, è questo:



"...mi scusi Presidente dovete convenire che i limiti che abbiamo ce li dobbiamo dire,
ma a parte il disfattismo noi siamo quel che siamo e abbiamo anche un passato che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente ma forse noi italiani per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini:
allora qui mi incazzo son fiero e me ne vanto,
gli sbatto sulla faccia cos'è il Rinascimento..."

domenica 13 marzo 2011

Chi sono i veri sognatori?

Ti chiedi perchè studi anatomia, che tanto lo sfenoide ti farà comunque venire quel senso di nausea ogni volta che riaprirai il libro. poi ti chiedi cos'è giusto, cos'è sbagliato. e quindi ti rendi conto di come la mente umana sia spettacolare: leggi qualcosa, hai gli occhi fissi su un'immagine ben definita e pensi a tutt'altro. "the dreamers", per esemprio..




Théo: Senti, Matthew, sei un grande appassionato di cinema, vero?
Matthew: Oui.
Théo: Allora perchè non pensi a Mao come a un grande regista? che fa un film con un cast di milioni di persone, tutti quei milioni di guardie rosse che marciano insieme verso il futuro. Verso il futuro con un libretto rosso in mano. Libri, non armi. Cultura, non violenza. Non riesci a vedere che bellissimo film epico sarebbe?


Matthew: Forse. Non è facile dire "libri, non armi". Però non è vero, non sono libri. è solo un libro.
Théo: Sta un pò zitto, stai parlando come mio padre
Matthew: No no no. Stammi a sentire. Le guardie rosse che tu ammiri tanto portano tutte lo stesso libro, cantano tutte le stesse canzoni, ripetono tutte a pappagallo gli stessi slogan.. quindi in questo grande film epico tutti quanti sono comparse. Questo mi spaventa, mi fa venire i brividi. Mi spiace dirlo, ma per me c'è una netta contraddizione.
Théo: Perchè?


Matthew: Perchè...se tu credessi davvero a quello che dici, saresti là.
Théo: Dove?
Matthew: Là fuori, per la strada.
Théo: Non capisco di cosa parli.
Matthew: Sì che capisci. Sta succedendo qualcosa in giro, qualcosa che potrebbe essere importante sul serio. Qualcosa che potrebbe cambiare il mondo. Anche io lo sento. Ma tu non sei per la strada con loro, sei qua dentro con me, a bere vini costosi, a parlare di film, a parlare di Maoismo. Perchè?


Théo: Ok, adesso basta.
Matthew: No, perchè? Chiediti il perchè.
Théo: Adesso basta.
Matthew: Perchè io non penso che tu ci creda veramente. Io penso che compri le lampade, che attacchi poster, ma in realtà non credo..
Théo: TU PARLI TROPPO.
MatthewOk, ok. Theo ascoltami bene. Io credo che tu preferisca quando la parola "insieme" significa non un milione, ma solo due. O tre.

venerdì 11 marzo 2011

Tutti siamo nati matti. Qualcuno lo rimane

Essenzialmente sono una lettrice patologica e sì, SONO UNA CHE quando entra in libreria è presa da un gran senso di sconforto perchè comprende che non le basterà una vita per leggere TUTTO! per questo, come avrete ormai notato, il mio blog sarà inondato di citazioni, stralci di pensieri e libri indiscutibilmente belli. nonostante questo (viva la coerenza) ogni tanto dovrò anche scrivere qualcosa di mio pugno... che ne so, magari addirittura vi interessa!


oggi si parla di follia.
follia: assurdità, delirio, disordine, alienazione, aberrazione, anomaliafissazione, mania, dissennatezza, insensatezza, pazzia, squilibrioubriacatura, vaneggiamento, insania, avventatezzaincoscienza, sconsideratezza, stoltezza, imprudenza.


Secondo me esistono due tipi di follia: innanzitutto quella che fa paura, quella che da tempo immemore è stata segregata ai margini della società perchè incompatibile con la vita "in comune". psicopatici, maniaci, piromani, serial killer, ma anche semplicemente quei soggetti che vanno in giro credendo di essere napoleone. questa è la follia che non lascia scampo, che ancora oggi, nonostante la chiusura dei manicomi e l'abolizione (almeno teorica) di tecniche barbare di cura nessuno è in grado di spiegare e "guarire"..
[ah... per come la vedo io anche avere più di settanta anni e andare a letto con delle pseudo-minorenni è follia allo stato puro]


...e poi c'è tutt'altro genere di pazzia. si parla del "fischio del treno" di Pirandello, dei poeti maledetti, del monologo finale di Blow, per intenderci. è tutto ciò che elude la normalità, la quotidianità, ma anche la lineare e logica via di pensiero comunemente accettata. matto è il cappellaio di Alice nel paese delle meraviglie, ma ha un genere di follia, lui, che porta ad una vita stravagante, fuori-schema, apparentemente senza una meta, eppure non per questo peggiore. 
e quindi non parliamo più di malattia. è semplicemente un altro punto di vista. guardare il mondo a testa in giù non significa vederlo distorto, semplicemente capovolto. 
si fugge dalla mediocrità ed infatti è inutile negarlo: genio e follia vanno a braccetto. non esiste genio che non sia matto..
forse è pura follia (tanto per rimanere in tema) ma una delle mie paure "ancestrali" è quella di ritrovarmi un secondo prima di morire con una penna in mano, un foglio bianco davanti e il compito di scrivere ciò che ha reso speciale la mia vita... e non avere niente da dichiarare!
pertanto inutile svegliarsi alle sette la mattina, prendere un buon posto in aula, aprire le orecchie e bersi le lezioni come nulla fosse..
In Shutter Island, un film in cui la follia (assieme a quel gran pezzo di ragazzo di Di Caprio) la fa da protagonista, l'ultima battuta è "Meglio morire da mostro o vivere da persona perbene?"
beh, dal mio punto di vista è una domanda banale...

giovedì 10 marzo 2011

capitolo IVX

E il piccolo principe continuò: 
"il tuo pianeta è così piccolo che in tre passi ne puoi fare il giro. non hai che da camminare abbastanza lentamente per rimanere sempre al sole. quando vorrai riposarti camminerai e il giorno durerà finchè tu vorrai"
"non mi serve a molto", disse l'uomo. "ciò che desidero soprattutto nella vita è dormire"
"non hai fortuna" disse il piccolo principe.
"non ho fortuna", rispose l'uomo. "buon giorno" e spense il suo lampione.
quest'uomo, si disse il piccolo principe, continuando il suo viaggio, quest'uomo sarebbe disprezzato da tutti gli altri, dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d'affari. tuttavia è il solo che non mi sembri ridicolo. forse perchè si occupa di altro che non di se stesso. 
ebbe un sospiro di rammarico e si disse ancora: questo è il solo di cui avrei potuto farmi un amico. ma il suo pianeta è veramente troppo piccolo, non c'è posto per due...
quello che il piccolo principe non osava confessare a se stesso, era che di questo pianeta benedetto rimpiangeva soprattutto i suoi millequattrocentoquaranta tramonti nelle ventiquattro ore.


Il punto è che a volte non è necessario comprare grandi libroni per imparare a stare al mondo: gli insegnamenti più importanti arrivano anche solo a pagina 70 di un libretto ingiallito senza la copertina rigida.

G.

mercoledì 9 marzo 2011


Questo più che un tributo è da considerarsi un assaggio di letteratura. non pretendo che siate d'accordo: ci sono persone molto più colte e intelligenti di me che o ignorano chi sia stato costui o, direttamente, lo disprezzano. nulla di più giusto.
ma secondo me ha saputo scrivere poesie. poesie terrificanti, sporche, luride, squallide, basse, ma pur sempre poesie.
Oggi sono esattamente 17 anni che Charles Bukowski, in senso lato l'ispiratore di questo blog, è morto. o, come probabilmente avrebbe preferito lui, ha tirato le cuoia.

G.

Ed è solo l'inizio...

Della serie chi ben comincia è a metà dell'opera. perfetto, io non sarò mai un'artista: le mie opere non cominciano mai e poter scegliere tra quarantamila possibili combinazioni di sfondi/colori/caratteri per me significa sempre applicarli tutti per poi tornare al primo e, sfinita, rendermi conto che ho speso ore della mia esistenza a non fare assolutamente nulla.
Partendo dal presupposto che io pensavo ci fosse un limite d'età per poter aprire un blog (della serie quando acquisisci il diritto al voto perdi d'ufficio quello di poter essere un bimbominkia che imbratta internet), mi ritrovo invece a pregare dio di farmi venire qualche straccio di idea da scribacchiare qui sotto (e chi mi conosce sa benissimo che io in dio non ci credo neppure, quindi...).

Storie di ordinaria follia è un libro, uno stile di vita, un film, un modo per poter inserire qualsiasi cosa mi passi per la testa senza finire fuori tema ed essenzialmente l'unico titolo che mi sembrasse sufficientemente lontano dalla banalità. conoscendo bene le due o tre persone che leggeranno queste righe, so già che qualsiasi virgola di questo blog sarà sottoposta a critica.. per fortuna che tommaso gualtieri ha appena pubblicato un post sui funghi, in questo modo mi sento le spalle coperte: posso solo fare meglio.

grazie a tutti: piccoli futuri dottori, cazzeggiatori incalliti, AMiChEtTi e meretrici

G.